Relazione Annuale D.C.S.A. 2020

La Direzione centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) ha recentemente pubblicato la “Relazione Annuale D.C.S.A. 2020”, il documento riassuntivo delle attività intraprese e degli obiettivi centrati in Italia nella lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti.

Come ogni anno, i risultati proposti nel volume sono il frutto della sistematica raccolta dei dati relativi all’attività di contrasto al traffico di droga svolta dalle Forze di Polizia e dalle Dogane, e delle relazioni informative degli Esperti per la Sicurezza dislocati nelle aree di produzione e transito degli stupefacenti.

Relazione Annuale D.C.S.A. 2020 descrive in maniera dettagliata le attività svolte dalle diverse articolazioni della Direzione Centrale nell’anno di riferimento, il 2019. Questo report annuale, fornisce un esauriente quadro sul fenomeno del narcotraffico nel suo complesso, anche i fini dell’attività del Sistema Nazionale di Allerta Precoce sulla droga (SNAP).

In sintesi, la Relazione 2020 delinea uno scenario che non si distacca sostanzialmente da quello degli anni precedenti, anche se alcuni aspetti meritano un adeguato cenno di sottolineatura. Resta praticamente immutato il dato complessivo delle operazioni antidroga e quello delle denunce all’Autorità Giudiziaria: la situazione che emerge è pressoché speculare al 2018. Per le operazioni antidroga, il dato è il secondo più elevato di sempre, mentre per il numero delle denunce, il valore è in linea con gli esiti della serie decennale.

Gli scostamenti registrati, in positivo e in negativo (-2,93% per le segnalazioni e 0,70% per gli interventi di polizia) rappresentano oscillazioni non indicative di un’effettiva modifica del contesto operativo. Il dato dei sequestri di droga mostra invece una vistosa flessione rispetto all’anno precedente: dalle 123 tonnellate di stupefacente rinvenuto nel 2018, si è scesi a poco meno di 55, con una calo percentuale di oltre la metà (-55,66%) che ha riallineato il quantitativo complessivo del 2019 ai volumi intercettati negli anni precedenti al 2013. I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, con eccezione della cocaina e delle droghe sintetiche.

Spiccano, in particolare, gli scostamenti negativi riferibili ai derivati della cannabis, tanto per quanto riguarda l’hashish (-73,25%), che per la marijuana (-39,83%) e la presentazione in piante (-57,37%). In termini assoluti, rispetto al 2018, mancano all’appello circa 70 tonnellate di stupefacente che, esaminando i dati per singola sostanza, sono riconducibili proprio allo scostamento negativo riferito alla cannabis, non a caso la sostanza che, negli ultimi cinque anni, ha rappresentato da sola oltre il 90% di tutta la droga intercettata dalla Forze di Polizia nel nostro Paese.

(Fonte: https://antidroga.interno.gov.it)

 



 

SINTESI

I PARTE – STATO E ANDAMENTO DEL NARCOTRAFFICO IN ITALIA
La prima parte dell’Annuale illustra dettagliatamente il fenomeno criminale del traffico di droga in
Italia con riferimento, in via prioritaria, alle operazioni antidroga, alle segnalazioni all’Autorità
Giudiziaria e ai sequestri di stupefacenti, indicatori tenuti sotto costante monitoraggio da questa
Direzione Centrale.
Il quadro di situazione inerente al 2019 non si distacca significativamente da quello degli anni
precedenti anche se alcuni aspetti richiedono un cenno di approfondimento.
Resta praticamente immutato il dato complessivo delle operazioni antidroga e quello delle denunce
all’Autorità Giudiziaria: la situazione che emerge è pressoché speculare al 2018. Per le operazioni
antidroga, il dato è il secondo più elevato di sempre, mentre per il numero delle denunce, il valore è
in linea con gli esiti della serie decennale. Gli scostamenti registrati, in positivo e in negativo (-
2,93% per le segnalazioni e 0,70% per gli interventi di polizia) rappresentano oscillazioni non
indicative di un’effettiva modificazione del contesto operativo.
Il dato dei sequestri di droga mostra invece una vistosa flessione rispetto all’anno precedente: dalle
123 tonnellate di stupefacente rinvenuto nel 2018, si è scesi a poco meno di 55, con una calo
percentuale di oltre la metà (-55,66,%) che ha riallineato il quantitativo complessivo del 2019 ai
volumi intercettati negli anni precedenti al 2013.
I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, con eccezione della cocaina delle droghe sintetiche.
Spiccano, in particolare, gli scostamenti negativi riferibili ai derivati della cannabis, tanto per
quanto riguarda l’hashish (-73,25%), che per la marijuana (-39,83%) e la presentazione in piante (-
57%).
Un’analisi ancor più particolareggiata evidenzia, nonostante tre importanti sequestri per circa 13
tonnellate complessive di cannabis operati in mare, nelle acque del Canale di Sicilia e al largo delle
coste di S.M. di Leuca, tra aprile e maggio 2019, una sensibile flessione dei sequestri di questa
sostanza nelle acque nazionali e internazionali, sia dell’area tirrenica che di quella adriatica, per
oltre 41 tonnellate.
Gli approfondimenti degli analisti e l’andamento dei sequestri dell’anno in corso potranno dire se si
tratti di un risultato contingente oppure se, più che una vera e propria inversione di tendenza nei
flussi illeciti, ci si trovi di fronte ad una possibile rimodulazione delle rotte e delle strategie
operative dei trafficanti di questa particolare tipologia di stupefacente.
Anche l’eroina mostra uno scostamento decisamente negativo (-37%) rispetto al 2018. In questo
caso, però, la flessione appare meno significativa, tenuto conto che lo scorso anno, per questo tipo
di droga, era stato registrato un incremento particolarmente consistente dovuto innanzitutto al
rinvenimento di una ingentissima partita di circa 270 kg nel Porto di Genova. A riprova di tale
osservazione, il dato dei sequestri di questa sostanza nella rilevazione decennale resta in linea con la
media dell’ultimo quinquennio.
Quanto agli scostamenti positivi, un vistoso aumento si registra per la cocaina che, in termini
assoluti, quasi triplica i volumi caduti in sequestro rispetto al 2018 (+127,2%), raggiungendo la
quota record di 8,4 tonnellate sottratte al mercato illegale. Nella serie decennale, si tratta del
quantitativo più alto dal 2010 ad oggi, anche laddove non si conteggino due consistenti sequestri
operati a gennaio e novembre, rispettivamente nei Porti di Genova e Gioia Tauro, per oltre 3,2
tonnellate complessive. Che la diffusione della cocaina rappresenti un fenomeno in netta e
vertiginosa crescita e sempre di più il principale business dei maggiori sodalizi criminali nazionali e
internazionali, si rileva anche dai dati relativi alle operazioni di polizia e alle denunce per questa
specifica sostanza, che si collocano entrambi al livello più alto nelle rispettive rilevazioni decennali.
Discorso a parte richiedono le droghe sintetiche. Anche se le quantità sottoposte a sequestro
appaiono tutto sommato ancora contenute, l’incremento registrato (+95,62% per la presentazione in
dosi e +32,16% per la presentazione in peso), conferma la crescente diffusione di questo tipo di
psicotropi soprattutto tra i più giovani. La minaccia, anche per un sostanziale disimpegno da tali
traffici delle criminalità organizzata, non è ancora ai livelli delle altre sostanze, ma è ipotizzabile
che, già nei prossimi anni, il dispositivo di contrasto dovrà fare i conti con questo fenomeno e con le
sue insidiose modalità di implementazione dell’offerta: ordini telematici e transazioni via web che
utilizzano per recapitare lo stupefacente il sempre più vorticoso sistema delle spedizioni postali
nell’era dell’e-commerce.
Speculare a quello delle droghe sintetiche è il fenomeno della cosiddette Nuove Sostanze
Psicoattive, molecole per la maggior parte di origine sintetica originate da una costante
manipolazione delle strutture chimiche di base di psicotropi già sottoposti a controllo, prodotte con
l’obiettivo di immettere sul mercato clandestino sostanze sottratte ai controlli perché non
ricomprese nelle Tabelle internazionali. Nell’anno in esame, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce
del Dipartimento per le Politiche Antidroga, con il quale la DCSA collabora in qualità di Unità di
progetto, ha potuto individuare – anche grazie alle segnalazioni provenienti dalle Forze di Polizia –
15 molecole di nuova composizione non “tabellate” (principalmente cannabinoidi, catinoni e
oppioidi ), già presenti in prodotti psicoattivi destinati al consumo.
Benché tali sostanze non siano oggi ancora particolarmente diffuse nel nostro Paese, è necessario
tenere alto il livello di attenzione per evitare di essere colti di sorpresa da nuovi fenomeni di
consumo che per alcuni Stati oltreoceano rappresentano ormai una vera e propria emergenza per la
salute pubblica.
Anche il dato relativo agli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti,
nonostante una leggere flessione (-3,48%), è in linea con la rilevazione dell’anno precedente: il loro
numero, 13.775 unità, di cui oltre 9.650 in stato di arresto, continua a rappresentare poco più di un
terzo (39,45%) di tutti i denunciati per questo tipo di reato e si colloca tra i più alti mai registrati
nella rilevazione decennale se si escludono, per valori non di molto superiori, le due ultime
annualità.
Si tratta, in prevalenza, di manovalanza extracomunitaria – per gran parte di provenienza
marocchina, albanese, nigeriana, gambiana, tunisina e senegalese – addetta allo distribuzione dello
stupefacente nelle piazze di spaccio nazionali. Laddove, invece, si prenda in considerazione la
partecipazione al medesimo reato nella sua dimensione associativa, il numero degli stranieri, pur
evidenziando un piccolo incremento percentuale (+7,58%) rispetto al 2018, si attesta appena sopra
le 860 unità.
Per il secondo anno consecutivo una specifica sottolineatura è da riservare al numero di minorenni,
italiani e stranieri, coinvolti nelle operazioni di cessione dei derivati della cannabis (hashish e
marijuana). Benché, come accennato, la rilevazione dei sequestri di queste sostanze mostri un
vistoso decremento, anche nel 2019 il numero dei responsabili del reato di spaccio (958 unità
complessive, di cui 808 italiani e 150 stranieri) di tali derivati, si conferma decisamente elevato
rispetto ad altre tipologie di sostanze (224 unità per la cocaina e appena 27 per l’eroina). Si tratta di
un dato da monitorare con attenzione anche in futuro, tenuto conto non solo dell’età dei denunciati
ma anche della diffusione di tali sostanze nei fenomeni di consumo che riguardano più da vicino la
popolazione giovanile.
Continua, per il terzo anno consecutivo, il trend crescente delle morti per overdose che, con un
ulteriore incremento pari a 37 unità raggiunge quota 373, con un aumento dell’11,01% rispetto
all’anno 2018. In oltre la metà dei casi, la causa del decesso è da attribuire al consumo di oppiacei
(169 casi all’eroina, 16 al metadone, 1 al fentanil, e 1 alla morfina). Dal 1973, anno in cui hanno
avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti fatali per abuso di droga, sono complessivamente
25.780 i morti causati dal consumo di stupefacenti. L’andamento in atto è un fenomeno
estremamente preoccupante, sul quale gli analisti e gli esperti delle diverse discipline dovranno
continuare ad interrogarsi per individuare le cause e porre un argine non solo sul piano della
repressione del traffico e dello spaccio.
Chiude il capitolo un’articolata panoramica di dati statistici (denunce, operazioni, sequestri etc.)
ripartiti su base regionale e, per la prima volta, vengono prese in esame le Città Metropolitane “enti
territoriali di area vasta” disciplinate dalla Legge 7 aprile 2014 n. 56, che da sole hanno registrato il
45,10% delle sostanze sequestrate, il 50,72% delle operazioni antidroga e il 48,37% delle persone
segnalate all’Autorità Giudiziaria.

II PARTE – IL NARCOTRAFFICO INTERNAZIONALE
Descrive ed analizza il fenomeno del traffico internazionale delle sostanze stupefacenti, fornendo,
attraverso i flussi informativi provenienti dagli Esperti per la Sicurezza di estrazione antidroga e i
dati prelevati dai report di importanti Organi e Agenzie internazionali, un’istantanea – a livello
mondiale – della situazione del narcotraffico, con cenni che vanno dalla coltivazione e produzione
delle sostanze stupefacenti alle rotte d’importazione verso i luoghi di distribuzione e spaccio, dai
livelli di consumo nelle diverse aree geografiche ai risultati dell’azione di Law Enforcement.
In particolare, l’elaborato, diviso in sezioni, offre per ciascuna delle principali sostanze stupefacenti,
oppiacei (eroina), cocaina, derivati della cannabis (hashish e marijuana), droghe sintetiche
(amfetamina, metamfetamine ed ecstasy) e Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) una ricognizione
efficace delle aree e dei volumi di produzione, quantificando, sulla base dei dati statistici più
aggiornati, i progressi degli Stati nelle attività di eradicazione delle colture e smantellamento dei
laboratori clandestini per la sintesi delle sostanze.
Consente, inoltre, di apprezzare, gli scostamenti positivi e negativi nei consumi da parte della
popolazione mondiale con una particolare attenzione alle situazioni emergenti e di rilevanza
epidemiologica nell’ambito di questo fenomeno.
Una cura particolare è stata posta nella descrizione delle più importanti direttrici del traffico che dai
luoghi di produzione trasferiscono, anche attraverso complesse triangolazioni, le partite di
stupefacente negli Stati dove è più consistente e sostenuta la domanda di droga. Anche in questo
caso, un approfondimento è riservato alle implicazioni di carattere criminologico e ai fenomeni di
inquinamento sociale, come il riciclaggio dei proventi del narcotraffico, che attingono i territori
interessati dal transito della droga.
Il capitolo si chiude con i focus predisposti dagli Esperti per la Sicurezza della D.C.S.A. di stanza
nelle aree sensibili del narcotraffico.

III PARTE – ATTIVITÀ DELLA D.C.S.A.
Riporta l’attività istituzionale della Direzione per quanto concerne, in particolare, lo sviluppo dei
rapporti internazionali.
Sul piano dello sviluppo dei rapporti internazionali, l’anno di riferimento sarà annotato per
l’intervento dei referenti della Direzione Centrale in alcuni eventi di grande spessore nella
pianificazione degli indirizzi strategici per il contenimento del narcotraffico e degli altri fenomeni
connessi al consumo delle sostanze stupefacenti.
Si tratta, in particolare, dei lavori della 62a Sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND)
delle Nazioni Unite, tenutasi a Vienna dal 14 al 22 marzo 2019, dedicati alla commemorazione del
decennale della Dichiarazione Politica e del Piano d’Azione del 2009, nel corso dei quali è stata
formalmente adottata una dichiarazione ministeriale contenente gli impegni assunti degli Stati
membri per accelerare l’attuazione delle politiche concordate nell’ultimo decennio, attraverso un
rafforzamento del sistema di raccolta dati e un approccio bilanciato, multidisciplinare e basato
sull’evidenza scientifica.
I referenti della DCSA hanno anche partecipato ad importanti meeting in ambito INTERPOL.
Durante il “2nd INTERPOL Global Conference on Illicit Drugs”, tenutosi a Città del Capo, tra il 17
e 19 settembre 2019, è stata sottolineata l’importanza che tutti i Paesi aderiscano alle piattaforme
“Drug Analysis File” e “Relief Database”, destinati alla raccolta dei dati e delle informazioni
afferenti ai sequestri di stupefacenti effettuati a livello internazionale. A latere della Conferenza, si è
tenuto un incontro bilaterale tra la delegazione della DCSA e una rappresentanza INTERPOL, nel
corso del quale sono state gettate le basi di un ambizioso progetto, di cui l’Italia potrebbe essere
capofila, teso al contrasto del traffico di stupefacenti lungo la Rotta del Sud, con il coinvolgimento
dei Paesi dell’Africa Orientale interessati da questa rotta.
A livello europeo, la DCSA ha preso parte ai lavori del G7-Gruppo Roma/Lione, sotto la Presidenza
di turno francese, nell’ambito del sottogruppo LEPSG (Law Enforcement Projects Sub Group), i cui
incontri, tenutisi a Parigi nei mesi di marzo ed ottobre, si sono conclusi con il formale impegno da
parte dei Paesi partecipanti di potenziare il monitoraggio della vendita di droghe sintetiche su
internet e di intensificare gli sforzi per promuovere una risposta internazionale a questo fenomeno.
A livello bilaterale, a riprova della grande vitalità dell’Ufficio sulla ribalta internazionale, sono stati
avviati negoziati per la sottoscrizione di accordi tecnici in materia di lotta al traffico illegale di
stupefacenti, su richiesta degli omologhi esteri o di iniziativa della stessa DCSA, con il Canada, la
Macedonia del Nord, la Federazione Russa, il Tajikistan e il Ghana.
Anche grazie alla qualificata attività degli Esperti per la Sicurezza, sono stati intraprese trattative
con Albania, Brasile, Bulgaria, Colombia, Ecuador, Ghana, Marocco, Montenegro, Romania,
Ucraina, Uzbekistan, per la predisposizione di Memorandum Operativi Antidroga (MOA), volti a
tesi a promuovere la pianificazione di iniziative investigative congiunte contro il traffico della droga
e dei relativi precursori.
Al culmine di queste attività negoziali, nell’anno in esame, si è pervenuti alla sottoscrizione da parte
del Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, su delega del Signor Capo della Polizia – Direttore
Generale della Pubblica Sicurezza, del Protocollo tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza con il
Comando dell’Intelligence Navale della Marina Militare della Repubblica di Colombia per la
cooperazione nella lotta al traffico illecito di sostanze stupefacenti, psicotrope e loro precursori,
avvenuto a Roma, nell’ottobre del 2019 e del Protocollo d’Intesa tra lo stesso Dipartimento e la
Direzione Nazionale per il Controllo delle Droghe della Repubblica Dominicana sulla cooperazione
di polizia contro il traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e loro precursori, conclusosi
a Santo Domingo nei primi giorni del 2020.
L’anno 2019 sarà anche ricordato per due iniziative progettuali avviate dalla DCSA con il citato
Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nell’ambito di
altrettanti Accordi di collaborazione interistituzionale, hanno trovato collocazione i progetti
esecutivi “ICARUS” ed “Hermes”, predisposti allo scopo di valorizzare ogni possibile sinergia tra il
DPA e la DCSA e di accrescere esponenzialmente l’efficacia delle rispettive proiezioni in uno
scenario operativo costituito dagli ambiti di contiguità delle rispettive competenze istituzionali.
Con il primo, ormai in avanzata fase di esecuzione, sono state messe a punto talune iniziative per
portare a maggiori livelli di efficienza le attività di contrasto al narcotraffico, la produzione di dati
per l’analisi più completa e tempestiva dei fenomeni correlati e la prevenzione, soprattutto con
riferimento al mondo della scuola e alla popolazione giovanile.
Tra le attività a carattere divulgativo che hanno caratterizzato tale collaborazione non si può non
evidenziare l’organizzazione e lo svolgimento, nel mese di novembre, presso il Centro Congressi
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di un workshop in materia di droghe sintetiche e di
Nuove Sostanze Psicoattive, nel quale è stato possibile fare il punto sulla preoccupante diffusione,
tra gli altri, del famigerato Fentanil. Rivolto a tutti gli operatori del settore, l’evento, di portata
nazionale, ha registrato la presenza del Capo della Polizia-Direttore Generale della P.S. e del
Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la partecipazione di altissimi rappresentanti
delle agenzie internazionali, delle Istituzioni, delle Forze di Polizia e del mondo scientificouniversitario.
Con il secondo, sottoscritto nel novembre scorso, si vuole conseguire l’ambizioso obiettivo di
fronteggiare l’importazione e la commercializzazione delle sostanze stupefacenti, soprattutto di
derivazione sintetica, attraverso il monitoraggio e il controllo delle spedizioni postali gestite da
corrieri pubblici e privati, lo sviluppo di una nuova expertise in grado di affrontare tale minaccia e
l’addestramento di un’aliquota di operatori di Polizia agli specifici controlli nonché all’impiego di
tecnologie avanzate e di software per l’analisi del rischio. Gli esiti di queste campagne di controlli
contribuiranno al potenziamento del Sistema Nazionale di Allerta Precoce al fine di prevenire il
diffondersi di nuovi fenomeni di consumo potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.
Nello stesso capitolo si parla del sostegno tecnico-logistico a vantaggio degli Uffici e Comandi che
svolgono attività di polizia giudiziaria nel settore del contrasto del narcotraffico sul territorio
nazionale, della formazione delle Forze di Polizia e dell’attività legislativa e di consulenza
normativa.
Come per i passati anni, si è provveduto ad evidenziare – in apposite sezioni dell’elaborato – anche
il lavoro e i risultati raggiunti sia dalla Sezione Precursori che dalla nuova Sezione Droghe
Sintetiche e NPS.
Chiude l’Annuale la descrizione delle attività dell’Ufficio Programmazione e Coordinamento
Generale.

(Contenuti tratti dalla Relazione 2020 della DCSA)

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