Donne: perché il genere è importante nella tossicodipendenza

In Europa, sono circa 37 milioni le donne che hanno usato una sostanza stupefacente, almeno una volta nella vita. In questa statistica ogni anno entrano le quasi 100.000 che iniziano una terapia e le 2.000 che muoiono per overdose. Nel frattempo, nell’ultimo decennio, il divario di genere si è ridotto tra i giovani studenti che fanno uso di droghe.

In concomitanza della giornata internazionale della donna, celebrata lo scorso 8 marzo, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) di Lisbona ha pubblicato una nuova campagna di sensibilizzazione da titolo: “Why gender matters in drug addiction” (traduz. “Perché il genere è importante nella tossicodipendenza”).

Le donne rappresentano solo un quinto di tutti i pazienti in trattamento farmacologico, ma i loro problemi si rivelano in molti casi, più complessi rispetto agli uomini (sintomi di astinenza più gravi e livelli più alti di depressione o ansia).

Evidenze scientifiche confermano che il genere femminile tende più velocemente verso la dipendenza, un fenomeno noto in inglese con il termine “telescoping”.

Un’ampia rassegna di consigli, indicazioni e linee guida sul tema “donne e droghe” è disponibile sul sito dell’EMCDDA, in una sezione dedicata: ” Women and gender issues related to drugs”.

I materiali pubblicati includono anche dati, notizie ed eventi, rapporti internazionali, infografiche e video caricati sulla libreria multimediale dell’agenzia.

 

Link di approfondimento al tema trattato, sul sito EMCDDA:

 

 

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